Bacarospa, detta Rospa, era la mia gatta. L’ho adottata dopo che aveva trascorso i suoi primi mesi di vita in una clinica veterinaria per essere curata dalla tigna. La mamma è morta pochi giorni dopo averla data alla luce; poi è stata la volta dei fratellini, troppo deboli per sopravvivere. Bacarospa è sopravvissuta da sola, grazie soltanto alle cure della mia ragazza… Era diventata la mascotte della clinica, andava incontro a tutti senza paura, si arrampicava ovunque. A casa mia si è ambientata subito, anche se l’altro mio gatto all’inizio non era molto felice di avere compagnia. Insieme erano diventati una formidabile coppia di cacciatori; non c’era lucertola o topolino che gli sfuggisse. Bacarospa non dava fastidio a nessuno; durante l’inverno passava gran parte delle sue giornate in garage, al caldo, mentre l’estate amava sdraiarsi al sole o rotolarsi sui prati o sulla strada davanti casa mia (una strada privata). Non aveva paura delle macchine, ma si spostava sempre perché sapeva bene che c’era pericolo; non si è mai infilata sotto le ruote, non restava ferma quando le sentiva arrivare. Ieri però è successo qualcosa di diverso: Bacarospa è stata investita e uccisa sulla strada di casa; l’ho trovata mentre rientravo, con la testa insanguinata rivolta verso il garage, proprio vicino al bordo della strada a pochi centimetri dal muretto che la costeggia. Da quanto ho capito, una macchina le andava velocemente incontro, lei si è spostata, ha cercato di scappare per togliersi dalla strada, ma proprio in quel momento è arrivata un’altra macchina nel verso opposto e lei non ha più avuto scampo.
Rospa è morta da sola, senza che ci fossi io, senza possibilità di essere soccorsa, senza che nessuno mi avvisasse. Addio piccola gatta sfortunata, ci hai fatto compagnia per quasi un anno e ci hai regalato tanto buonumore.
