Compiti per le vacanze

Prossime cose da fare:

  • dismettere Gmail in favore di ProtonMail o soluzione self hosted;
  • completare la migrazione da Dropbox a Nextcloud (self hosted);
  • sostituire la versione di Android del telefono con una variante completamente Open source e priva delle Google Apps;
  • dismettere Skype in favore di una soluzione self hosted basata su Jabber;
  • configurare i server DNS interni per inoltrare le query su SSL;
  • sostituire tutte le istanze di MySQL con MariaDB o Percona server;
  • varie ed eventuali…
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    Flash: pulse secure su Ubuntu 18.04

    Di recente ho installato Ubuntu 18.04 e successivamente ho tentato di installare il client VPN Pulse Secure ma, a differenza di quanto avveniva con Ubuntu 16.04, in questo nuovo sistema il client non funzionava. Facendo un minimo di troubleshooting elementare, tentando di avviare il client grafico dalla command line, ho scoperto che mancavano un paio di pacchetti, vale a dire:

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    Lido Beach

    Erano gli anni Ottanta e ogni volta, finito l’anno scolastico, non vedevo l’ora che arrivasse l’estate per andare a stare qualche settimana a Ostia a casa di mia nonna materna. A quei tempi per me Ostia era il posto più bello del mondo, c’era il mare, tanti negozi, l’illuminazione pubblica che ci permetteva di fare le passeggiate anche di sera dopo cena… cose inesistenti (per fortuna, direi oggi) nella campagna di Veroli dove vivevo coi miei genitori.

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    Tutto è compiuto (o quasi)

    Ebbene sì, alla fine il momento è giunto. Finalmente mando in pensione il firewall pfSense (installato su una PC Engines APU 1d4) e lo sostituisco con la RouterBoard Mikrotik RB2011UiAS-RM comprata a Natale e rimasta inutilizzata per diversi mesi. Il motivo dell’iniziale inutilizzo era dovuto alla mia totale ignoranza di questa nuova piattaforma, sulla carta estremamente versatile e ricca di funzionalità, ma non proprio semplice da configurare e gestire. Dopo alcuni tentativi con l’interfaccia web (chiamata fantasiosamente WebFig), ho iniziato a studiarmi la sintassi della command line e devo dire che, con un po’ di pratica, mi è diventata abbastanza familiare e oserei dire intuitiva.

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    Dice che…

    Dice che bisogna dormire almeno 7/8 ore al giorno, altrimenti diventa più facile prendere peso, stressarsi, diventare obesi… e aumentano anche le probabilità di patologie cardiache. Però la mattina devi alzarti presto per andare a lavoro, o per accompagnare i figli a scuola. E poi torni tardi a casa, devi correre per fare la spesa, devi anche passare del tempo con i figli altrimenti “eh, ma tu non ci se mai!“. Poi hai un cane, un gatto, un asinello… e devi occuparti anche di loro, farli uscire, tenerli puliti… E poi ti sei anche rotto le scatole del tuo lavoro, e quindi cerchi di ritagliarti qualche ora per studiare, approfondire, imparare cose nuove per avviare una attività parallela che ti dia qualche soddisfazione in più… Alla fine però, se ti dice bene, riesci a trovare al massimo mezz’ora al giorno (a giorni alterni), che non basta nemmeno per ricordarti dove eri arrivato l’ultima volta.

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    Locali scaduti

    Antefatto

    Martedì sera 12 giugno mi trovavo a Frosinone; mia moglie doveva fare il turno di notte a lavoro e, come accade in questi casi, prendiamo qualcosa da mangiare in qualche locale della zona. Siccome ogni tanto mi piace cambiare, invece di ordinare dal solito (e sempre buono) Pepe Nero, decidiamo di provare la “pinsa” del Salun, un ristopub nella parte bassa della città. Arrivo, chiedo due pinse con bufala e una porzione di pasta al pomodoro, tutto da portare via. Visto che mangiavamo pizza, chiedo anche due birre, in particolare due birre artigianali, anche perché la scelta era molto limitata. La persona che mi ha servito mi ha fatto notare che si trattava di birra stout (quella nera), che magari con la pizza non era proprio il massimo. Raccolgo il suggerimento e opto per una birra bionda più tradizionale (non ricordo la marca) e una stout artigianale, entrambe ovviamente in bottiglia.

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    Startup di merda

    Qualche giorno fa stavo sbirciando su Amazon alla ricerca di qualche libro che parlasse di startup e, tra i vari risultati, mi ha colpito un titolo alquanto singolare: “Startup di merda”, di Mario Moroni. Incuriosito, ho scaricato ed iniziato a leggere l’anteprima della versione Kindle, e sono bastate pochissime pagine per convincermi all’acquisto dell’e-book.

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    Fregature on-line: il caso Play Sea

    Occupandomi di sicurezza informatica, raccontare questo episodio non mi fa fare una gran bella figura, ma d’altra parte serve a dimostrare che nessuno è immune e che non bisogna mai abbassare la guardia.

    Si stava avvicinando il compleanno di mia figlia e quindi bisognava scegliere un regalo da parte di mamma e papà, e quando si tratta cercare regali mia moglie è molto più attiva e veloce di me. Quindi solitamente succede che lei trova il giusto regalo (quasi sempre on-line), mi manda il link e io pago. Nel 90% dei casi si tratta di comprare su Amazon, altre volte su siti che accettano pagamenti via PayPal. Stranamente questa volta il link portava ad un sito che chiedeva direttamente la carta di credito, cosa un po’ rara per le mie abitudini di acquisti in rete. Tuttavia, dato che il link me lo aveva mandato una persona fidata ho dato per scontato che fosse un sito affidabile e ho proceduto alla registrazione del mio account e all’acquisto con carta di credito (in realtà una carta prepagata contenente poco più della somma che avevo preventivato di spendere). Risultato: la sessione https seguente il checkout è andata in timeout e a me non è arrivata nessuna conferma dell’acquisto. Tuttavia, riloggandomi sul sito e andando nel mio profilo, risultava che il pagamento (di  circa 146 euro) era andato a buon fine e che l’ordine era in fase “pending”. Segnalo immediatamente l’anomalia scrivendo all’indirizzo indicato per i contatti, aspettando una risposta nel giro di qualche ora. Nel frattempo continuo con i miei acquisti su altri siti (fidati).

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    RouterOS – configurare le SVI

    L’acronimo SVI sta per Switched Virtual Interface e, almeno nel mondo Cisco IOS, si riferisce alle interfacce layer 3 virtuali associate alle VLAN di uno switch. Configurare una SVI su uno switch Cisco è abbastanza banale, è sufficiente creare una VLAN e poi configurare la corrispondente SVI entrando nella modalità di configurazione interface vlan X (dove X è il vlan-id). Esempio:

    cisco-sw# conf t cisco-sw(config)# vlan 10 cisco-sw(config-vlan)# name server cisco-sw(config-vlan)# exit cisco-sw(config)# interface vlan 10 cisco-sw(config-if)# ip address 192.168.6.1 255.255.255.0 cisco-sw(config-if)# interface fa0/1 cisco-sw(config-if)# interface mode trunk cisco-sw(config-if)# interface trunk allowed vlan 10

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    Ho una RouterBoard, che me ne faccio?

    Alla fine dello scorso anno, come “regalo di Natale”, mi sono comprato una RouterBoard RB2011 della MikroTik, quella formato rack-mount (così a avere qualcosa con cui riempire il mio desolato armadietto rack casalingo). Dopo l’iniziale entusiasmo, ho scoperto che questo genere di “appliance” – come dicono i professionisti – è sì ricca di feature e piena di potenzialità, ma è anche particolarmente ostica da configurare se si vuole andare un po’ oltre il tipico utilizzo casalingo.

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